Take a deep breath and hit Play… 

Agire con la paura di perdere qualcuno, porterà esattamente a quell’esito. 

È quasi una legge matematica che non ammette eccezioni. La paura ci frena, ci snatura e non ci permette di essere noi stessi. Il risultato è che prende vita un individuo “distorto” agli occhi della controparte, quasi come se lo si osservasse attraverso uno di quegli specchi deformanti che divertono i bambini al parco giochi. 

E allora bisogna iniziare o tornare ad essere fedeli a se stessi nell’agire, o nel non agire, come nel mio caso. 

La sindrome dell’abbandono, che così spesso torna a far capolino, mi spinge ad essere accomodante, anche laddove normalmente manderei al diavolo qualcuno o semplicemente lo ignorerei. Ma quando si tiene ad una persona che sembra ti stia sfuggendo dalle dita, è difficile non rincorrere. È difficile, impossibile, non tendere una mano… Quella stessa mano che nel momento del bisogno si è ritrovata ad afferrare aria. 

E allora faccio un passo indietro e ricordo che sono io quella importante. Vengo prima io, nella mia vita. Sono io la protagonista. Faccio un respiro e premo play, di nuovo. Smetto di mettere in standby la mia vita, in attesa di ciò che avverrà. Vivo per me, senza pensare a cosa potrebbe portare un mio silenzio o una mia risposta “forte”, come ero solita fare quando era lui a cercarmi, quando era lui a morire per me… 

Ma adesso non si tratta più di lui, o di quello che è stato. Si tratta di me. Alcune volte dimentico di mettermi a fuoco attraverso l’obiettivo, perdendomi ad osservare ciò che c’è intorno, come se non contassi abbastanza… 

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2 pensieri su “Take a deep breath and hit Play… 

  1. Quanto è vera questa cosa! “Agire con la paura di perdere qualcuno, porterà esattamente a quell’esito”. È matematico, ma a me sembra anche inevitabile, come quando stai avendo un incubo, vorresti urlare ma dalla bocca non esce alcun suono. Sì razionalmente sono d’accordo, per non farsi dominare da questa paura, per impedirle di trasformarti e soprattutto di farti dire e fare cose stupide, pericolose e senza senso che ti porteranno *sicuramente* a perdere ciò che ami (com’è capitato a me), bisognerebbe costantemente avere se stessi in primo piano, col dito ben lontano dal tasto pause. Evidentemente chi dice che, per amare davvero qualcuno, bisogna prima essere in grado di amare se stessi ha un punto ☺
    Tuttavia sul piano dei sentimenti non ti sembra che ci sia una bella incoerenza? Come si fa a viverli pienamente se ci si deve proteggere così, sempre col freno a mano mezzo tirato? E non è forse la definizione più calzante di amore, fare di una persona il centro del proprio mondo, spodestando se stessi dal trono? (Scusa l’oversemplificazione, è il sonno 😆)

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