In bilico…

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… È così che mi sento, con un funambolo sospeso a metri di altezza.
In perenne e precario equilibrio tra il fare e non fare, dire e non dire.

Questo limbo che ormai abita i miei giorni da un anno non sembra voler scivolar via.
E così io resto in bilico, tra il voltare pagina e i ricordi.
Tra il volerli cancellare e il volerne vivere di nuovi.
Quando, in fondo, questa possibilità non c’è mai stata.

“Accetta ciò che non puoi cambiare”.
Continuo a ripetermi questa frase come un mantra. La interiorizzo, la faccio mia, ma talvolta mi sfugge dalle dita e dai pensieri e allora tutto torna a galla.
La voglia di stravolgere tutto, la voglia di mettere un punto, la voglia di lui; onnipresente fantasma che alberga nei miei ricordi e nella mia vita.
Una presenza costante eppure lontana che crea dipendenza e non mi lascia vivere, continuando a nutrirmi di illusioni. Illusioni che so essere bugie, parole a metà, paura. Più sua che mia. Io quella l’ho abbracciata e fatta mia quando mi sono trovata il vuoto attorno. Non mi fa più paura quasi nulla, il peggio ormai è andato… eppure resto lì, a metà tra il fondo e la luce.
È come nuotare e risalire dall’abisso, ma essere in balia delle correnti.
Non ho le pinne come Ariel, fatico a tornare a galla, ma la luce è lì ed io la vedo.
Prima o poi tornerò a stendermi sulla sabbia infuocata a godermi il sole della vita.
Quella in cui io sono la protagonista, quella in cui il dolore è solo un ricordo lontano, quella in cui avrò imparato a lasciarmi amare, lasciando da parte giochetti e mezze verità che danno solo un brivido momentaneo, ma ti lasciano in mano solo una manciata di vetri rotti consumati dal vento e dall’ipnotizzante moto delle onde.

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“Piove (…) su la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’illude…”

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Stesa sul letto, nella penombra che questo tempo, quasi autunnale oggi, ha proiettato nella mia camera.
Le uniche luci nella stanza sono quelle che adornano il muro e corrono lungo tutta la parete.

Il suono della pioggia e l’odore di erba bagnata inebria l’aria e porta con sé ricordi e nuove riflessioni. Vorrei che potesse lavar via tutto il dolore e i pochi attimi di felicità legati a quei momenti fermi nel tempo che continuano a tormentarmi. Vorrei diventassero semplici istantanee di ciò che è stato e che i sentimenti ad essi legati si sciogliessero, lavati via come la polvere che si deposita sulle foglie e che con essa tornano a rivivere e risplendere di nuova luce. Di quel verde brillante, la linfa vitale in esse rinvigorita dal potere curativo dell’acqua.

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