Caged

E mi riscopro fragile, ad ogni angolo, ad ogni svolta, ad ogni accenno di cambiamento.

Vorrei riuscir a spazzare via quelle sensazioni che talvolta ancora mi cullano nei momenti di sconforto, facendomi precipitare in un sonno agitato. 

Mi risveglio, apro gli occhi ed esattamente come la prima volta, faccio difficoltà ad accettare tutti i vuoti che ora sono parte di me. 

Incompleta, inadatta, imperfetta. 

Così mi vedo a dispetto di ciò che gli altri percepiscono. Posso scherzare, divertirmi e ridere di cuore, ma la tristezza è sempre con me, silenziosa amica della mia vita.

Il mio passeggero oscuro mi guarda con sorriso beffardo. Mi ha ingabbiata. Io che avrei dovuto ingabbiare lui. Io che non sono stata abbastanza forte, che ancora arranco a dispetto degli spiragli di luce che fanno capolino lungo il mio cammino. I ricordi sono la mia gabbia, le speranze di quello che avrebbe potuto essere e non è.  

Ed io continuo a sopravvivere, cercando di ricordarmi come si fa a “vivere”…

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