Lo squisito dolore di volere qualcuno inaccessibile…

Siamo esseri umani ed è una sacrosanta verità che non desideriamo ciò che è facile ottenere.
Il macerarsi e lacerarsi dietro chi ci tiene a debita distanza è un po’ la nostra croce.
Ma non parlo di quelle storie che prendono vita della mente di una persona e sfociano in stalking (anyone?), no.
Parlo di quelle storie consumate, vissute nell’ebrezza della passione, ma durate troppo poco, prima che la passione avesse tempo di trasformarsi in vero amore.
Quelle in cui l’innamoramento non ha avuto il tempo di sbocciare e diventare uno splendido fiore.
Ed è lì che scatta quell’odiosa dipendenza. Magari reciproca, magari univoca che spinge a cercare l’altro anche nell’impossibilità di averlo.
Perché non è sempre vero che “volere è potere”. Spesso la vita, il mancato coraggio, le persone, la distanza, il tempismo ci mettono talmente tanti bastoni tra le ruote che non resta che tirare i remi in barca e lasciarsi andare alla deriva.

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E si rimane… bloccati, incastrati in quel circolo vizioso senza riuscire ad uscirne.
Perché il desiderare qualcuno non basta. Non di fronte alla paura. Paura di infrangere il fittizio incantesimo in cui si vive cullandosi in una effimera felicità che non raggiunge il cuore, né gli occhi. Che porta insonnia. Che porta al bere, al delirare. Che porta alle confessioni notturne. Che porta al cercare l’altro contro ogni logica. Che porta ai farmaci. Che porta al cambiare vita, trasformandosi fino a non riconoscersi più. Che porta ad ammazzarsi di lavoro pur di sfuggire ad una vita che non soddisfa, ad un partner che finge di non vedere.
Si preferisce farsi del male da soli, piuttosto che avere rispetto per se stessi e per le persone che ci sono accanto e vivono nell’illusione che sia vero amore, che sarà per sempre.
Non è un peccato innamorarsi di qualcuno che non è il nostro partner. Capita…
Ma è sbagliato provare anche solo a fingere che non sia accaduto e illudere l’altro. È sbagliato andare contro se stessi e i propri sentimenti e mettere la testa sotto la sabbia servirà solo a rimandare le inevitabili conseguenze di qualche mese o anno.
Ed in questo modo, soffrono tutti. Chi prima, chi dopo…
Non ho mai capito questo modo di pensare, questo non agire.
Questo vivere a metà.
E allora cosa resta da fare?
Le parole non bastano, non sono mai abbastanza, ma sono comunque importanti perché anche i nodi indissolubili e le corde più robuste, si spezzano sotto il peso delle mancate verità. Quelle che non abbiamo il coraggio di affrontare, ascoltare e dire neanche a noi stessi.

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