#6

– Ma io, cosa faccio per me stessa?- mi chiesi dopo l’ennesima giornata balorda al lavoro, mentre mi trascinavo verso casa, stanca e di malumore. 

– Amo lui. – mi risposi. E per il momento mi basta. 

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Tempo finito

È un bel po’ che non scrivo…
Le uniche volte in cui mi sono sentita “ispirata” sono stati quei momenti tra il sonno e la veglia, prima di scivolare nel mondo dei sogni.
Ho scritto in quei momenti. Tanto. Sul foglio invisibile dei miei pensieri.
Le parole scorrevano veloci, precise, nitide e tutto aveva senso; ma la stanchezza aveva il sopravvento. Troppo stanca per alzarmi ed abbandonare le lenzuola, per prendere un taccuino in mano o anche solo il cellulare e provare a mettere quei pensieri nero su bianco.
E così è passato un mese ed anche di più…
Il lavoro sempre più frenetico, la vita di coppia e le amicizie hanno occupato tutto il mio tempo.
Non mi lamento, ma talvolta mi manca ritagliarmi un po’ di tempo per me. Per scrivere, fare una passeggiata in solitudine e osservare il mare.
Riflettere, respirare e rallentare il ritmo dei propri pensieri che corrono frenetici.
Godersi la felicità tanto agognata, a dispetto dei tanti imprevisti.

E così sono qui. Anno nuovo e zero propositi (non per mancanza di stimoli, sia chiaro).
Mi scoccia farne e disattenderli. Preferisco gli obiettivi di breve periodo.
Vado avanti così, serena e stressata, confusa e felice (cit.), in bilico tra le tante cose da fare.

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Ma la vita non è forse questo, un perenne tenersi in equilibrio?

#5

Per quell’amore incondizionato, puoi guardare in quegli occhi che hai guardato per anni, ignorando la profondità di ciò che vi si celava dietro.
Guardali.
Assapora il dolore misto alla totale dedizione e sappi che io non li ho mai provati. Non per te. Neanche quando era ancora tempo per noi.

#4

Libertà. 

Dove inizia quella di un individuo, finisce quella dell’altro. 

Vivere la propria vita e ferire chi si vuol bene oppure limitarsi?

Addolcire l’amaro boccone o presentare la verità nuda e cruda? 

Domande. 

Domande in una notte insonne, piena di interrogativi raminghi in cerca di risposta. 

#3

Di quelle sere autunnali, mascherate d’inverno.
Di quelle strade vuote illuminate dalla luce dei lampioni.
Di quella sensazione totale di appartenere a qualcuno.
Di mani intrecciate sopra il cambio dell’automobile.
Di quel cercarsi e trovarsi nel freddo dell’abitacolo.
Di quell’amore che ti avvolge e ti riempie.
Di quella gioia che si fa strada dentro di te in punta di piedi.

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#2

Neanche lo sai quante volte sei stato con me, eppure non c’eri. Quante volte avrei voluto confidarti le mie paure, le mie gioie, i miei dolori. Quante volte ti ho maledetto per la tua assenza.
E adesso il tuo ricordo sono volute di fumo che compaiono con il freddo dell’inverno, quando il calore incontra il gelo. Inconsistente, incostante, incorporeo. E io sono finalmente libera.