Il dilemma del primo post…

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Primo post sul blog. Quello che dovrebbe settare il tono, che dovrebbe permettere a chi lo legge (ma perché qualcuno lo leggerà mai?) di capire che tipo di persona ha più o meno davanti.
Mille idee, scritte e cancellate. Impasse.
Di cosa scrivo?
Potrei scrivere banalmente di quello che è accaduto ieri, ma farebbe tanto diario che tenevo alle scuole medie. Dei progetti per quest’estate? Ma no, senza considerare che non so neanche cosa farò domani. Dei drammi, amori andati male, delle amiche stronze? Nah, per quello c’è tempo, mica vorrai ammorbare qualcuno già al primo post?
E allora che resta?
Resto io. Semplicemente io e il mio flusso di coscienza.
Non sarà l’ennesima fashion blogger, perché della moda non me ne frega niente, non sarò una che parla di politica, economia e pretenderà di riempire l’etere di opinioni non richieste su temi di attualità, non avrò la presunzione di dare consigli di vita perché molto spesso non so neanche io come viverla, la mia vita.
Quindi di cosa scriverai? Qualcuno potrebbe chiedersi… Di tutto oppure di nulla.

Da piccola, volevo fare la cantante, poi la ballerina, poi non ricordo che altro. Ma appena ho avuto modo di prendere una penna in mano e scrivere, ho capito che (avrei voluto fare la scrittrice, penserete… Eh, magari!) la scrittura avrebbe fatto parte della mia vita. Come sfogo segreto, privato. Come fuga dalla realtà, da una realtà che mi è sempre stata stretta.
Come rifugio dalle paure. Come un porto sicuro in cui ancorare la mia barca alla deriva per schiarirmi le idee. Per parlare con me stessa, ‘che di discussioni con me medesima ne faccio tante, anche ad alta voce, ma scriversi… scriversi e raccontarsi è diverso. Ha un qualcosa di romantico.
Non ho la presunzione di saperlo fare, ma lo faccio lo stesso, perché… ehi, se le Kardashian hanno scritto un libro, può farlo chiunque e vuoi vedere che io, Signorina Nessuno, non posso tenere un blog? Tanto non obbligo nessuno a leggerlo!

 

 

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