Tutto l’amore che posso

Respiro e stacco la spina. 

Sono stanca. È un periodo estenuante. 

Le ore, i minuti e i secondi corrono veloci sulle loro gambe lunghe e io non riesco a starci dietro. Incubano dentro di loro tutta la velocità e l’immediatezza, lasciandomene orfana. Mi muovo come in slow motion e tutto sembra come avvolto dalla nebbia. 

Coloro distrattamente un album di mandala che dovrebbe rilassarmi ma che, purtroppo, non sortisce l’effetto sperato. Mi impegno a coordinare le sfumature dei colori, ma i pastelli si nascondono chissà dove e io mi alzo innervosita, lasciando il disegno a se stesso. Talvolta vorrei poter fare come i miei allievi che, battendo i piedini per terra, sanno di poter ottenere tutto quello che vogliono, almeno dai loro genitori… Ma per noi adulti non è più così. 
Il gelo inaspettato di questi giorni rende tutto ovattato, facendo da perfetto riflesso alle mie emozioni. 

Ma stamane l’aria è diversa.

Ho deciso. Esco fuori in terrazza e mi bagno di sole. Mi riscalda. Mi fa sentire viva. 

Il cielo è terso e c’è un sole birichino. 

Respiro forte l’aria satura del profumo di fiori. In lontananza, sento le persone che corrono in pasticceria per accaparrarsi i dolci della domenica, bloccando mezzo quartiere. Ma stamattina la cosa mi fa sorridere, accolgo beata quel vociare e il rumore dei clacson. C’è vita. 

Rifletto che non sono mai stata una grande amante dell’estate, ma quest’anno la attendo con ansia. 

Mi mancano quei lunghi pomeriggi languidi, i miei capelli schiariti da sole, il segno degli anelli sulle mie dita perché la mia pelle si è dorata, le chiacchierate con le amiche e le infinite ore passate a fare l’amore col mio lui. 

Quei momenti in cui il tempo smette di essere un concetto razionale e non esiste che il corpo e l’anima dell’altro. Quando il mondo, che incessante bussa alla porta, viene chiuso fuori. 

Mi mancano quei momenti di felicità senza alcuna ragione apparante. Mi manca amare scioccamente la vita. Mi mancano quei momenti lucidi, brillanti e dai colori cangianti che ti restando impressi nella memoria. 

Mi manca la spensieratezza dei vent’anni, che non ho mai conosciuto. 

Mi manca la voce di mio nonno che mi chiamava per darmi la frutta appena colta dagli alberi. La sua risata contagiosa e la sua saggezza di chi si è costruito da solo. 

E mentre sono qui fuori, e il sole sta per abbandonare questa mia piccola alcova, penso che, come ogni cosa, tutto tornerà a rinascere. 

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Maschere

Nuove sensazioni. Un nuovo corpo, una nuova realtà e l’ombra dei vecchi ricordi e fantasmi che, ogni tanto, fa ancora capolino. 

Questa è la mia vita. Abitata da presenze che si fanno spazio nel mio quotidiano. Un nuovo volto da accarezzare, da sognare, da baciare. E tutto fa un po’ paura. È come venir accecati da una luce abbagliante e calda alla fine di un lungo e tortuoso percorso. Il calore mi fa rabbrividire, è una sensazione estranea dopo tanto gelo, e il riverbero del sole, del mio sole, mi fa lacrimare gli occhi che stentano ancora ad adattarsi alla nuova condizione, al nuovo giorno. Un giorno in cui le nubi temporalesche appaiono lontane. 

Le istantanee di ciò che è stato sbiadiscono, ma le porto con me. Perché non è possibile cancellare il passato con un colpo di spugna. Sarà sempre dentro di me, parte di me, ciò che ho fatto e i limiti che sono riuscita a superare, e la cocente sconfitta di non esser stata abbastanza. 

Tante prove da superare, tanti ostacoli da abbattere e una ritrovata, o forse nuova, consapevolezza. Che niente è eterno, che anche il dolore più inabilitante poi sfuma, che non si può forzare la mano al destino, che accettare di non avere “potere” è l’unico modo per andare avanti. 

E il giorno, abbagliante e tiepido, diventa poi notte. Fresca e silenziosa. Sopra di me un cielo terso cosparso di stelle lontane. La sua presenza calda e rassicurante che mi avvolge… E penso che, forse, stanotte, dopo mesi di incubi, sognerò. Sognerò di aver conquistato finalmente la mia libertà. 

Vorrei…

Vorrei svegliarmi, una mattina, e restare sorpresa, avere un motivo per essere felice. Di quella gioia sincera, che permea tutto l’essere. 

Vorrei andare a dormire, una sera, cullando dentro me quella gioia, quella certezza, unita alla stanchezza di una giornata di lavoro e magari rifugiarmi tra le braccia di qualcuno di speciale ed indispensabile. 

Vorrei…